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Fonti: ANSA, BBC World

mercoledì 25 settembre 2024

RITORNA A BARI LA EUROPEAN RESEARCHERS’ NIGHT

Bari, 25 settembre 2024 - Torna venerdì, 27 settembre, a Bari e in tutta Europa, la Notte Europea dei Ricercatori e delle Ricercatrici, uno dei principali eventi internazionali dedicati al dialogo tra ricerca e società. L’iniziativa è promossa dall’Unione Europea dal 2005, nell’ambito delle azioni Marie Skłodowska Curie.

A Bari le attività si concentreranno in piazza Umberto I, nel cuore della città, dove già dalla mattina a partire dalle ore 10, e senza interruzione, fino alle 22, sarà possibile stupirsi, incuriosirsi e divertirsi con attività pensate per visitatori di tutte le età distribuite in ben 60 stand interattivi.


Sarà un’occasione unica di incontro tra la cittadinanza e il mondo della ricerca, che si svolgerà in una atmosfera informale e giocosa e permetterà di informarsi sulle ultime novità dal mondo della ricerca, di immergersi in giochi, esperimenti e attività pratiche, di ascoltare gli interventi che verranno messi in scena su un palco e soprattutto di dialogare con chi ha fatto della ricerca la propria missione.

Nel capoluogo pugliese la popolare manifestazione, giunta all’undicesima edizione, è organizzata dall'Università degli Studi di Bari Aldo Moro, dal Politecnico di Bari, dall’Università LUM “Giuseppe Degennaro”, dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), dall’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), dal Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l'analisi dell'Economia Agraria (CREA) e dall’I.R.C.C.S. Istituto Tumori “Giovanni Paolo II”, con la partecipazione dell’Associazione Italiana Studenti di Fisica (AISF), del National Quantum Science and Technology Institute (NQSTI), di EIT Food - European Institute of Innovation and Technology, della Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro e del Sistema Museale di Ateneo di Bari (SIMA), e con il patrocinio della Città e del Municipio I di Bari.


Il visitatore potrà seguire un percorso multidisciplinare che si snoderà in 60 stand accompagnato dai ricercatori e le ricercatrici di tutti gli enti partecipanti, i quali non si limiteranno a presentare i risultati delle loro ricerche ma condivideranno la loro passione e le loro esperienze, le aspettative, i sogni, i successi e le difficoltà. Sarà un viaggio alla scoperta delle nuove frontiere della conoscenza sviluppate sul nostro territorio: dall’ingegneria alla robotica, dalla sensoristica high-tech per scopi medicali e ambientali alla statistica, dalle nuove tecnologie ambientali alle nuove frontiere della medicina e della farmacologia applicata; e poi l’esplorazione dei misteri dell’Universo, dallo spazio più profondo agli abissi marini, la ricerca sui componenti elementari della materia, il monitoraggio degli ecosistemi, lo spazio e le telecomunicazioni, la scienza dell’alimentazione e la nutraceutica, la tutela della salute umana e ambientale, l’utilizzo del machine learning per la gestione sostenibile delle risorse idriche e la conservazione della biodiversità, e tanto altro.

Sono previste, altresì, visite guidate e attività laboratoriali presso i Musei del Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Bari e presso il MuMa - Museo della Matematica, e in varie altre strutture cittadine.


Dal palco che verrà allestito in Piazza Umberto alle 10:30 verrà rivolto a tutti i partecipanti un saluto da parte dei rappresentanti istituzionali delle amministrazioni locali e delle Università e degli Enti organizzatori della manifestazione. A seguire sarà la volta per i ricercatori e le ricercatrici di diventare protagonisti nel raccontare la scienza con vivaci interventi sul palco.


La manifestazione è organizzata nell’ambito del progetto europeo SHARPER (SHAring Researchers’ Passion for Education and Rights), che coinvolge ben 15 città italiane: Ancona, Bari, Cagliari, Camerino, Catania, Genova, L’Aquila, Nuoro, Palermo, Pavia, Perugia, Sassari, Terni, Trieste e Urbino. Il progetto SHARPER è coordinato dell’impresa sociale Psiquadro ed è realizzato da un consorzio che comprende l’INFN, il centro della scienza Immaginario Scientifico, l’associazione Observa Science in Society, e cinque Università: l’Università Politecnica delle Marche, l’Università di Cagliari, l’Università di Catania, l’Università di Palermo e l’Università di Perugia. Media partner di SHARPER 2024 sono RAI Cultura, Rai Radio3 e Rai Radio Techetè.


Gli obiettivi e i dettagli dell’iniziativa sono stati presentati questa mattina nel corso di una conferenza stampa a Palazzo di Città alla quale sono intervenuti il delegato del rettore dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” Danilo Caivano, la prorettrice del Politecnico di Bari Loredana Ficarelli, la prorettrice per l’innovazione e la Terza Missione dell’Università LUM “Giuseppe Degennaro” Giusi Secundo, il delegato del direttore della Sezione di Bari dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Marco Circella, la presidente di Area della Ricerca del CNR Cinzia Giannini e la presidente del Municipio I Anna Maria Ferretti, alla presenza dei rappresentati delle associazioni e degli enti coinvolti. All’incontro con la stampa ha partecipato anche il sindaco di Bari Vito Leccese.


Per conoscere il programma completo https://www.sharper-night.it/bari/


Vito Leccese, sindaco della Città di Bari. “Sono particolarmente lieto di accogliere a Palazzo di Città questa folta rappresentanza dell’Università di Bari, del Politecnico, del CNR, della LUM, dell’INFN. Perché credo che la conoscenza debba e possa contaminare positivamente la nostra azione di governo e che il modello futuro di sviluppo della città risieda nella conoscenza, nella ricerca, nel terziario avanzato e nelle nuove tecnologie per l’innovazione, che grazie ai recenti investimenti aziendali stanno trasformando Bari in un hub sempre più attrattivo per i nostri giovani laureati. Bari e la sua area metropolitana ospitano due grandi Università pubbliche, una Università privata, 11 Istituti di Ricerca del CNR, l’Istituto Agronomico Mediterraneo, il Conservatorio Niccolò Piccinni e l’Accademia di Belle Arti, per un totale di 60.000 studenti e 4.500 ricercatori. La ex Manifattura dei Tabacchi, a breve, ospiterà 1.000 ricercatori del CNR nel quartiere Libertà, ponendosi come modello di rigenerazione urbana in cui la ricerca e la dimensione urbana dialogano pienamente, come sta accadendo per la Caserma Rossani e come accadrà a breve per la ex Caserma Magrone. Per rendere realmente la nostra una città della conoscenza, però, bisognerà attribuire non solo nuova centralità alle sedi universitarie, ma creare nuove residenze per gli studenti, valorizzare l’economia e la cultura della conoscenza, irrobustire i servizi nei quartieri, favorendo la nascita di ambienti collaborativi o di sostegno alle start-up. La Notte europea dei ricercatori - che apre i laboratori scientifici alla città e sensibilizza la cittadinanza sull’importanza dello studio e della conoscenza, specie delle ragazze, ancora sotto rappresentate nelle iscrizioni alle facoltà scientifiche - si colloca perfettamente in questo quadro. E la scelta di piazza Umberto per questa edizione della Notte dei ricercatori conferma la nostra attenzione all’animazione e partecipazione nei luoghi simbolo del rapporto tra la città e i suoi atenei”.


Vito Lacoppola, assessore alla Conoscenza della Città di Bari. “Mi associo al sindaco nel ringraziare i rettori delle università e i rappresentanti degli enti di ricerca per l’impegno che annualmente mettono in campo per aprire la manifestazione alla città, attraverso un’iniziativa che è diventata un momento atteso di approfondimento e di scambio. Si tratta di un patrimonio di persone, di idee, di competenze, di creatività, che qualifica già Bari, in sede Eurostat, come “città ad alta intensità di conoscenza” e che è necessario che manifesti ancora più visibilmente la sua rappresentatività sociale per ispirare le nuove generazioni, specie delle scuole superiori, a intraprendere percorsi di ricerca e di carriera scientifica, richiestissimi dal mercato del lavoro e ancora troppo deboli in termini di iscrizioni. Dal canto nostro, come città di Bari, diamo la nostra piena disponibilità a moltiplicare le aule studio nei quartieri, a rafforzare i servizi di mobilità, a garantire l’accesso alle istituzioni culturali, a rendere più bella e attrattiva la scelta di studiare e crescere professionalmente a Bari. Perché un sistema dinamico della ricerca non solo ci consente di avere classi dirigenti più qualificate, ma anche di ampliare la portata nazionale e internazionale della città attraverso gli scambi studenteschi e la mobilità nella ricerca. Contribuendo al posizionamento competitivo di Bari nel mondo e a una sua piena riconoscibilità”.


Stefano Bronzini, rettore dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro. “La Notte della ricerca rappresenta un appuntamento europeo fondamentale perché la ricerca è il futuro ma anche il presente. Raccontare la ricerca aiuta a far comprendere che si tratta di un lavoro, spesso invisibile, destinato a migliorare la vita di tutti. Bisogna difendere la libertà di ricerca delle università statali che hanno bisogno di investimenti maggiori per migliorare la competitività del Paese”.


Francesco Cupertino, rettore del Politecnico di Bari. “La Notte dei Ricercatori e delle Ricercatrici rappresenta, quest'anno più che mai, un'occasione straordinaria per far conoscere il nostro lavoro ai cittadini, ma soprattutto i benefici che possono derivarne per la società. Nei prossimi anni avremo bisogno di una grande quantità di nuove tecnologie, che richiederanno nuove competenze per poterle utilizzare e metterle a valore per il bene comune. Le università, in particolare i Politecnici, dovranno guidare questo grande cambiamento favorendo l'innovazione tecnologica e fornendo nuovi professionisti al mercato del lavoro. Per entrambe queste missioni, la ricerca sarà fondamentale, insieme con la divulgazione scientifica”.


Antonello Garzoni, rettore dell’Università LUM Giuseppe Degennaro. “La notte della Ricerca è un'occasione straordinaria per aprire il mondo della ricerca alla città, favorendo l'incontro diretto tra i ricercatori e i cittadini con un programma fitto di esperienze dal vivo, esperimenti e dimostrazioni scientifiche, ma anche giochi per i più piccoli per diventare scienziati per un giorno. Diversi i Laboratori Aperti per osservare e comprendere fenomeni interdisciplinari che vanno dalle tecnologie dell'ingegneria ai principi della sostenibilità e della finanza, per finire ai nuovi orizzonti della ricerca biomedica e diagnostica oncoematologica. Il costante dialogo con il territorio rappresenta uno dei valori strategici del nostro ateneo, cui personalmente tengo molto”.


Cinzia Giannini, presidente dell’Area Territoriale di Ricerca di Bari. “La comunità scientifica del CNR di Bari svelerà temi di grande attualità: dalla difesa delle piante ai segreti del DNA e dei cristalli, dall'uso dei dati satellitari per studiare il pianeta alla protezione dell'acqua, fino all'intelligenza artificiale, la bioinformatica e la biodiversità vegetale per il futuro”.


Vito Manzari, direttore della Sezione di Bari dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. “L'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare partecipa con convinzione ed entusiasmo alla European Researchers' Night, in linea con l'impegno dell'Ente per il dialogo con il territorio e la promozione della cultura scientifica. Anche i nostri ricercatori e ricercatrici saranno in Piazza Umberto per tutta la giornata del 27, per illustrare la ricerca che conduciamo nei grandi laboratori internazionali, nello spazio e persino nel mare profondo e per confrontarsi con il pubblico sul ruolo della ricerca nella nostra vita quotidiana. Ci saranno attività proposte per visitatori di tutte le età, anche per i più piccoli grazie in particolare ai giochi e i piccoli esperimenti di INFN Kids. Quest'anno la Sezione ha svolto il ruolo di coordinamento cittadino dell'iniziativa nell'ambito del progetto europeo Sharper, che si articola su ben 15 città italiane per il biennio 2024-2025. Siamo lieti che la manifestazione a Bari abbia raggiunto una dimensione senza precedenti. La manifestazione si svolgerà nel cuore della città e per tutta la giornata al fine di favorire una partecipazione numerosa della cittadinanza ed in particolare delle scuole. Il coinvolgimento delle scuole nelle attività legate alla Notte Europea dei Ricercatori e delle Ricercatrici continuerà anche oltre il 27, per tutto l'anno scolastico appena iniziato”.


Riccardo Velasco, direttore del Centro di Ricerca in Viticoltura ed Enologia del CREA. “Per il primo anno i ricercatori del Centro di Ricerca in Viticoltura ed Enologia (CREA-VE) di Turi parteciperanno a questo evento guidando i visitatori alla scoperta del mondo dell’uva da tavola pugliese. La cittadinanza barese potrà toccare con mano le varietà della tradizione pugliese e le nuove varietà ottenute dai programmi di miglioramento genetico del nostro centro. Verranno descritti gli effetti benefici del consumo di queste uve e attraverso piccoli laboratori allestiti sul campo si catturerà l’attenzione dei visitatori. Credo che questo evento sia un'ottima occasione per avvicinare la ricerca ai cittadini”.


Alessandro Delle Donne, direttore generale Istituto Tumori ‘Giovanni Paolo II’ di Bari. “Per il secondo anno consecutivo, i ricercatori dell'Istituto Tumori di Bari aderiscono con entusiasmo a questa manifestazione, raccogliendo l’invito e la sfida dei colleghi degli altri enti di ricerca della città. Porteremo in piazza i più recenti e innovativi esiti delle nostre ricerche che partono dal microscopio e arrivano all'intelligenza artificiale: sono le tante dimensioni della ricerca traslazione, quella ricerca che va dal laboratorio al letto del paziente e che, in molti casi, offre maggiori e migliori chance di cura ai malati oncologici”.


Annamaria Ferretti, presidente del Municipio I della Città di Bari. “La Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori è da sempre per me un laboratorio aperto di inclusione e partecipazione pubblica che ha un compito importante, quello di coinvolgere i cittadini nelle sfide sociali più rilevanti, secondo prospettive di innovazione come lo sviluppo dei principi dell’economia circolare, la valorizzazione delle energie rinnovabili e la promozione del patrimonio culturale. Quest'anno sono particolarmente onorata di prendervi parte come presidente del Municipio 1 che accoglie e patrocina l'evento. Creare occasioni di incontro tra ricercatori, giovani studenti, micro, piccole e medie imprese e grande pubblico al fine di diffondere la cultura scientifica, la conoscenza delle professioni della ricerca e l’innovazione a supporto dell’impresa in un contesto stimolante, è per me un obiettivo primario da perseguire per un futuro accessibile e rispettoso di tutte e tutti. Spero che la collaborazione avviata con gli organizzatori della manifestazione porti a nuove opportunità di condivisione che possano sottolineare l’importanza della ricerca scientifica per il miglioramento della società”.

 

 

Web e social media

https://www.sharper-night.it/bari/

Facebook: https://www.facebook.com/events/1239585117068294

Instagram: https://www.instagram.com/sharper_night/

Twitter: https://twitter.com/sharpernight




GIOVANI, SERVIZIO CIVILE: CON I PROGETTI AMESCI 2.742 VOLONTARI IN CAMPO PER LA SOLIDARIETA

Roma, 25 settembre 2024 - Sono partiti i 131 progetti di Servizio Civile Universale della Fondazione Amesci che quest’anno vedono in campo 2.742 giovani al fianco di 278 enti partner, pubblici e del mondo no-profit, in 19 regioni italiane e in 14 Paesi esteri. Oltre 18 milioni di euro: i fondi stanziati dallo Stato e attivati da Amesci in favore dei giovani per questi progetti.

 

Numerosi i settori di intervento in cui si sviluppano gli interventi progettuali che contribuiscono a realizzare gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU per lo Sviluppo Sostenibile. Tra tutti primeggia il settore dell’Educazione e promozione culturale, con ben 1.178 i volontari (42,96% del totale) impegnati in 56 progetti finalizzati a favorire attività di animazione culturale per i minori, per i giovani e gli anziani, al contrasto del fenomeno della dispersione scolastica, al supporto delle attività degli sportelli informativi dedicati ai cittadini, all’educazione ‘digitale’ e a promuovere lo sport. Particolare attenzione è stata data anche alla valorizzazione e alla tutela del patrimonio artistico e culturale, dei centri minori e delle culture locali, cui saranno destinati ben 270 volontari (9,84%). I settori dell’assistenza, della Protezione Civile, dell’ambiente e dell’agricoltura sociale sono gli altri ambiti di intervento prevalenti, in cui saranno coinvolti 932 volontari (34%).

“Siamo in prima linea con questo esercito di 2.742 giovani volontari al fianco dello Stato per rispondere ai bisogni dei territori e dei cittadini, e rafforzare le comunità per le sfide del futuro: la scelta di queste ragazze e di questi ragazzi di impegnarsi con il Servizio civile Universale è uno straordinario segnale di coesione per il futuro della nostra società che non deve passare inosservato alla politica e all’opinione pubblica” dichiara Enrico Maria Borrelli, fondatore e presidente della Fondazione Amesci, in occasione dell’avvio dei progetti finanziati nell’ambito del Bando ordinario 2023 dal Dipartimento per le Politiche Giovanili ed il Servizio Civile Universale.

 

I volontari supporteranno le attività di 138 organizzazioni di Terzo Settore e 138 Enti Pubblici (Comuni, Comunità montane, RSA, Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Università). Un impegno che la Fondazione Amesci spinge anche oltre i confini nazionali, con 92 volontari che opereranno attraverso 17 progetti in ben 14 stati esteri in attività di cooperazione allo sviluppo, promozione della democrazia partecipativa ed educazione e promozione culturale.

 

Il Servizio Civile Universale è una vera e propria scuola di cittadinanza, l’unica che abbiamo nel nostro Paese, e rappresenta la politica più efficace per stimolare e favorire la partecipazione dei giovani e l’educazione civica dei cittadini per affrontare le sfide dell’età adulta, anche quelle professionali, con consapevolezza e senso di appartenenza alla comunità. Investire sull’educazione, oltre che sulla formazione, della futura classe dirigente del Paese, significa creare i presupposti per uno sviluppo culturale, sociale, ambientale ed economico davvero sostenibile”, afferma il Presidente Borrelli. “Al calo della fiducia dei giovani nel sistema educativo, come segnalano i dati della ricerca realizzata dal Consiglio Nazionale dei Giovani in collaborazione con l’Istituto Piepoli, si contrappone una crescita dell’attenzione dei giovani verso il Servizio Civile Universale: più di 114.000 domande per i 52.236 posti messi a bando nel 2024, ovvero una media di 2,16 domande per ogni posto disponibile, in netto aumento rispetto all’1,5 dell’anno precedente” spiega Borrelli. “Questa forte domanda di partecipazione dei giovani deve essere valorizzata e incoraggiata dal Governo, a nostro avviso, attraverso due interventi fondamentali per il futuro del Servizio Civile: il primo è quello di definire, a oramai 23 anni dalla sua istituzione, uno stanziamento di fondi stabili e adeguati alla sua vocazione ‘universale’, consentendo ad un numero sempre maggiore di giovani di potervi partecipare. La seconda, è quella di favorire e semplificare la partecipazione degli enti, che hanno il compito di attuare, in strutture e con risorse proprie, questa politica pubblica e di accompagnare i giovani durante un anno così importante per la loro crescita e la loro vita. Come ha ricordato nei giorni scorsi il Presidente Mattarella, in occasione dell’inaugurazione a Cagliari dell’anno scolastico: è dalla qualità del sistema educativo che dipende strettamente il futuro della nostra società”.

TOUR ENOLOGICO PER LE CITTA’ D’ITALIA - Torna la Fiera del Vino, dedicata ai piccoli e medi produttori italiani

Dal 5 ottobre al 24 novembre in molte città di Italia, si terrà La Fiera del Vino, punto di riferimento per gli amanti del vino di qualità e per chi desidera scoprire i tesori enologici dei piccoli e medi produttori italiani.

L'evento, organizzato da Arte del Vino, organizzatore di fiere ed eventi che dà spazio alle piccole imprese, mette in risalto l'eccellenza artigianale e la tradizione tramandata da generazioni. Qui, i grandi marchi lasciano spazio a etichette di nicchia, frutto di passione e cura per la qualità. Lo scopo, infatti, è supportare i piccoli produttori italiani, offrendo loro strumenti per espandere la propria rete commerciale attraverso il tour nazionale e l'e-commerce, una piattaforma dedicata per la vendita dei loro vini.

Le tappe della Fiera del Vino toccano diverse città italiane, ciascuna con il proprio fascino e carattere unico. Il viaggio inizia nel primo weekend di ottobre a Bologna a Spazio DumBO (5-6 Ottobre) , città famosa per la sua antichissima Università e i portici che si snodano per chilometri. Successivamente, si raggiunge il borgo medievale di Grazzano Visconti (12-13 Ottobre), in provincia di Piacenza, dove le strade acciottolate e le case in pietra evocano atmosfere d'altri tempi. La Fiera continua lungo le sponde del lago di Lecco (18-20 Ottobre), dove il panorama alpino e il fascino del lago si fondono in un'esperienza unica. Da qui si sale verso le cime del trentino, per arrivare a Trento presso Trento EXPO (26-27 ottobre), città incorniciata dalle Dolomiti. A novembre, il tour riprende con Brescia al Museo Millemiglia Fiera (2-3 Novembre), città lombarda ricca di storia, arte e cultura. Il viaggio continua a Vercelli in fiera (9-10 Novembre), conosciuta per le sue risaie, dove si potrà gustare il vino in un contesto rurale e genuino. Infine, il tour si conclude con una doppia tappa, in Lombardia  a Monza (23 – 24 Novembre) e in Veneto a Villa Contarini,  (22-24 Novembre), una delle più grandi ville venete in stile barocco situata nella piazza principale di Piazzola sul Brenta.

Ogni partecipante riceverà un calice e una tasca per le degustazioni libere presso gli stand per poter degustare, scoprire e apprezzare i numerosi produttori presenti. Ad ogni tappa una sorpresa, di giorno o di sera ogni occasione è perfetta per un viaggio enologico in tutto il mondo.

Non solo degustazioni ma anche appuntamenti speciali grazie alle masterclass gratuite che verranno realizzate durante gli eventi. Per questa occasione si potranno degustare vini di grandi etichette come l’immancabile Franciacorta Bellavista, i bianchi dai sapori della Sicilia di Donnafugata e la corposità dei vini rossi di Antinori affiancati da eccellenti produttori di nicchia. Le degustazioni permetteranno di poter scoprire i sapori, i profumi e le caratteristiche delle grandi aziende vinicole senza dimenticare i piccoli produttori che si distinguono grazie alle loro creazioni uniche. Ad ogni degustazione verranno abbinate diverse etichette per scoprirne le differenze e particolarità, ogni sabato e domenica iniziando alle 15.00 con le bollicine, proseguendo alle 16.30 con i vini bianchi, per finire alle 18.00 con i vini rossi. Un appuntamento imperdibile per poter degustare dai grandi classici alle produzioni storiche e scoprirne tutti i segreti.

Appuntamento quindi dal 5 ottobre al 24 novembre in molte città italiane per vivere un'esperienza unica alla scoperta dei migliori vini artigianali d’Italia.

Per maggiori informazioni su orari e date visitare: 

https://www.artedelvinoeventi.it/




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martedì 24 settembre 2024

"Oltre la cronaca": prorogato al 31 ottobre il termine per partecipare al contest fotografico

Bologna, 23 settembre 2024. Aser, l'Associazione della Stampa Emilia-Romagna, annuncia il prolungamento del termine di partecipazione al contest fotografico dedicato ai giornalisti, posticipando la scadenza al 31 ottobre 2024.

Questa decisione è stata presa perché la commissione ha aperto il contest oltre che ai giornalisti anche a tutti gli iscritti all’Associazione Italiana Reporters Fotografi (AIRF), partner del premio. Una conseguenza naturale che offrirà a tutti i professionisti dell'informazione un'ulteriore opportunità di contribuire con le loro visioni originali alla rappresentazione della violenza di genere nei media.

 

Il contest invita i giornalisti e i fotografi a sfidare i luoghi comuni, presentando immagini che superino gli stereotipi attualmente diffusi sulle testate giornalistiche. Troppo spesso, le foto utilizzate per accompagnare le notizie di violenza di genere ricorrono a rappresentazioni banali e preconfezionate, che non solo falliscono nell'aggiungere valore alla notizia, ma rischiano anche di amplificare il senso di vittimizzazione delle donne coinvolte.

 

L'obiettivo del contest, promosso da Aser, è quello di esplorare e promuovere nuove modalità di rappresentazione visiva, che siano più rispettose e consapevoli della dignità delle vittime. In un contesto mediatico in cui l'immagine ha un impatto profondo sulla percezione pubblica, è fondamentale che i professionisti dell'informazione si impegnino a raccontare queste storie con sensibilità e originalità.

 

Partecipazione:

Il premio è aperto a tutti gli iscritti all’ordine dei giornalisti, agli studenti della scuola di giornalismo e agli iscritti all’Associazione Italiana Reporters Fotografi (AIRF), senza limite di età e di nazionalità.

 

Sono previste due categorie:

  •      Premio “Oltre la Cronaca” (saranno inseriti tutti i partecipanti
  •      Premio speciale riservato agli iscritti Aser (Associazione della Stampa Emilia-Romagna

I partecipanti avranno tempo fino al 31ottobre 2024 per inviare i loro contributi. Il premio per il vincitore della prima categoria è di 1500 euro, per la seconda di 500 euro.

Per ulteriori informazioni sul contest e per partecipare consultare il link 

https://bit.ly/3VgNy1I

 

Partner
Tra i sostenitori figurano 
l'Ordine Nazionale dei Giornalisti, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), l’Associazione Italiana Reporters Fotografi (AIRF), l’Ordine dei Giornalisti dell'Emilia-Romagna, l’Associazione nazionale Giulia giornaliste, Comune di Bologna, QN, Il Resto del Carlino e Luce, Legacoop Emilia Romagna e Bologna. Inoltre, il progetto gode del supporto di associazioni locali come La Bologna delle Donne e Coordinamento Donne Rimini.


 

AL VIA LA SECONDA EDIZIONE DEL CORSO “LA VIOLENZA MASCHILE CONTRO LE DONNE”

 Organizzato nell’ambito della Convenzione tra l’Università di Torino e Telefono Rosa-Piemonte con la collaborazione del CIRSDe, è aperto a tutta la comunità studentesca 

Giovedì 26 settembre, alle ore 11, nell’aula A2 del Campus Luigi Einaudi (Lungo Dora Siena 100/A) si aprirà la seconda edizione dell’insegnamento “La violenza maschile contro le donne: dal riconoscimento alla risposta operativa”. Il corso, organizzato nell’ambito della Convenzione tra l’Università di Torino e Telefono Rosa-Piemonte con la collaborazione del CIRSDe - Centro Interdisciplinare di Ricerche e Studi delle Donne e di Genere dell’Università di Torino, è erogato dal corso di laurea magistrale in Scienze amministrative e giuridiche delle organizzazioni pubbliche e private, ma aperto a tutta la popolazione studentesca dell’Università di Torino. 

La lezione introduttiva vedrà la partecipazione della Prof.ssa Paola Cassoni, delegata del Rettore per inclusione, pari opportunità e politiche di genere, della Prof.ssa Joëlle Long, coordinatrice del corso, dell’Avv. Anna Ronfani, vicepresidente di Telefono Rosa Piemonte, e della Prof.ssa Silvia Giorcelli, che terrà la lezione di apertura sulle radici della violenza nell’antichità classica. Le lezioni successive saranno svolte insieme da docenti dell’Università di Torino di discipline giuridiche, economiche, sociologiche, mediche, psicologiche e da volontarie e volontari di Telefono Rosa-Piemonte. Per favorire un’ampia partecipazione, le lezioni saranno fruibili in streaming via Webex e saranno registrate e messe a disposizione della popolazione studentesca nella piattaforma Moodle.

Nella prima edizione hanno frequentato le lezioni 92 studentesse e studenti dell’Università di Torino e 9 uditrici/uditori esterni, per un totale di 102 persone. Nello specifico, le studentesse e gli studenti afferivano a 6 Dipartimenti e alla Scuola di Studi Superiori “Ferdinando Rossi” ed erano iscritte/i a 19 diversi corsi di studio. 


APRILIA FILM FESTIVAL: I VINCITORI DELLA VI EDIZIONE

Si è conclusa con grande successo la VI edizione dell'Aprilia Film Festival, che ha visto la partecipazione di ospiti illustri, tra i quali i testimonial della manifestazione, il regista e sceneggiatore Massimiliano Bruno e la modella Alice Sabatini. La cerimonia di premiazione, tenutasi al Cinema Lux di Aprilia, nuova location per l’intero festival, è stata presentata dalla giornalista Chiara Del Zanno. Organizzata da Federico Paolini e l'Associazione Cuore Comico, questa edizione ha celebrato il meglio del cinema emergente italiano, con numerosi premi assegnati da giurie tecniche e dal pubblico.

 

Di seguito, i vincitori dei principali premi del festival:

 

Premio del pubblico SabatoComing Out, regia di Beatrice Campagna. Un'intima riflessione sulla vita di Lisa, proprietaria del primo locale gay di Roma, che si prepara per il Pride, affrontando i cambiamenti della sua vita personale.

 

Premio del pubblico DomenicaA Passo Due, regia di Roberto Marra. Questo corto esplora la solitudine di Ennio, ex disegnatore, che si prepara a un gesto estremo nella notte di Capodanno, in un profondo viaggio emotivo.

 

Premio Rotary Cisterna ApriliaLa legge del mercato, regia di Alessandro Panza. Un racconto contemporaneo sulle sfide dell'apparenza e dell'invisibilità sociale.

 

Premio ApriliaTuristi, regia di Adriano Giotti. Un ironico ritratto delle derive del turismo moderno in Thailandia, dove due italiani si lasciano travolgere da un vortice di divertimenti esagerati.

 

Premio ConfapiLet (’s) Go, regia di Alia Simoncini. Un sogno lucido che esplora il tema della perdita e della necessità di lasciar andare il passato.

 

Premio EDUSanziana, regia di Matilde Iannelli. La storia di Ana, che lotta per salvare la casa della sua infanzia, ambientata durante il solstizio d'estate.

 

Miglior MontaggioGiacomo Lalli per Happy Song, un cortometraggio che segue Nicole, batterista di una band punk, nel suo viaggio interiore dopo la fine del gruppo.

 

Miglior ScenografiaAlexandros Mars per Turisti.

 

Miglior Colonna SonoraMarco Mantovani, Yuri Santurri, Elenoir, Alphawolves per Happy Song.

 

Miglior SuonoDaniele Ingrati, Alessandro Di Maio per Happy Song.

 

Miglior VideoclipFrasi Fatte, regia di Anelz per Alessio Ciaravino.

 

Miglior SceneggiaturaLaetitia Martinoni per H2O my love, che ci proietta in un futuro distopico segnato dalla guerra per l'acqua.

 

Miglior Attore Non ProtagonistaAndrea Venditti per Il Re del Panino.

 

Miglior Attrice Non ProtagonistaLudovica Modugno per Lui, un film che racconta il dolore straziante di una madre di fronte alla perdita del figlio.

 

Migliori CostumiGinevra Polverelli per Turisti.

 

Miglior FotografiaMattia G. Tarantino per L'autostoppista, che racconta il gioco di ruolo di una giovane coppia e le conseguenze che ne derivano.

 

Miglior ProduttoreGiordano Toreti, Ciro D’Emilio, Manuela Ianniello, Domenico Granata, Filippo Barracco, Ivan Caso per Il Re del Panino.

 

Miglior Attore ProtagonistaEnrico Borello per Senza Nome, ambientato nell'Italia postbellica.

 

Miglior Attrice ProtagonistaMariachiara Orti per Senza Nome.

 

Miglior DocumentarioPezzi Unici, regia di Paolo Ceretto, che racconta la resilienza attraverso la creatività.

 

Miglior Corto AnimatoFito, regia di Carlos Farina.

 

Miglior Corto AccademicoL'autostoppista, regia di Anna Coccoli.

 

Miglior RegiaYuri Santurri per Happy Song.

 

Miglior CortometraggioIl Re del Panino, regia di Giordano Toreti, storia di un'amicizia inaspettata che cambia le vite dei protagonisti.

 

Conclusosi con grande entusiasmo da parte del pubblico e degli esperti presenti in sala, l’Aprilia Film Festival dà appuntamento alla prossima edizione ricordando che il bando per candidare la propria opera sarà disponibile nelle prossime settimane sulla piattaforma FilmFreeway.

 

L'Aprilia Film Festival è realizzato con il sostegno di Associazione Rotary Club, in collaborazione con altre attività regionali e provinciali che credono nell'evento. Main Sponsor dell'attuale edizione è il Centro commerciale Aprilia 2. L'evento gode del patrocinio di Comune di Aprilia, Proloco di Aprilia, Regione Lazio, Nuovo Imaie e Provincia di Latina. È stato inoltre stipulata una partnership con l'Associazione E.D.U. per l'assegnazione del premio Miglior Corto Scolastico. Il Rotary Club assegnerà invece il Premio al Miglior Corto Sociale e Confapi il miglior corto realizzato con l'Intelligenza Artificiale.






Congiuntivite in gravidanza: rischi e cautele da adottare

La congiuntivite in gravidanza, nella maggior parte dei casi, non rappresenta un pericolo significativo né per la madre né per il bambino, ma bisogna sempre tenere presente che l’essere incinta per una donna comporta tutta una serie di stravolgimenti nel corpo che possono poi avere riflessi anche sulla futura salute visiva, quindi non è da sottovalutare. Secondo gli esperti di www.clinicabaviera.it, una delle aziende leader in Europa nel settore dell'oftalmologia, durante la gravidanza si verificano diversi cambiamenti ormonali che possono influire sulla produzione di lacrime e sulla composizione del film lacrimale, causando secchezza oculare. Gli occhi secchi sono più soggetti a irritazioni e infezioni secondarie come la congiuntivite. Inoltre, durante la gravidanza il sistema immunitario della donna si adatta per proteggere il feto in via di sviluppo, il che può rendere l'organismo meno “efficiente” nel combattere altre infezioni come la congiuntivite.

La congiuntivite, in generale, è un'infiammazione della congiuntiva, la sottile membrana che riveste l'interno della palpebra. Si manifesta con prurito, arrossamento, secrezione oculare e lacrimazione eccessiva. È importante rivolgersi a uno specialista per determinarne le cause, che possono essere diverse - infezioni virali o batteriche, allergie o agenti irritanti esterni - e agire subito di conseguenza. Gli esperti di Clinica Baviera illustrano quali misure adottare per provare a evitare la congiuntivite in gravidanza: 

1. Igiene delle mani
L'igiene delle mani è una delle misure più efficaci per prevenire la congiuntivite, poiché aiuta a eliminare germi e batteri che possono penetrare negli occhi e causare poi infezioni. Le mani sporche sono uno dei maggiori rischi di contagio. Per una buona pulizia è importante applicare una quantità di sapone sufficiente a coprire la superficie delle mani, strofinare per almeno 20 secondi e risciacquare con acqua preferibilmente tiepida. Non dimenticare di pulire bene anche tra le dita e sotto le unghie. Inoltre, per una buona igiene delle mani, si devono asciugare con un asciugamano pulito o con un fazzoletto di carta monouso, in modo da non ricontaminarle.

2. Evitare di toccare gli occhi
Evitare di toccarsi gli occhi è essenziale per prevenire la congiuntivite, farlo con mani contaminate può vuol dire trasferire batteri, virus o allergeni che causano questa infezione. Bisognerebbe sforzarsi di non portare le mani agli occhi; di solito è un gesto che si fa inconsapevolmente più volte durante il giorno, ma secondo i dati forniti da Clinica Baviera ci si tocca il viso più di 20 volte all'ora e nella metà di queste occasioni c'è un contatto con gli occhi, il naso o la bocca. Pertanto, è bene sviluppare la consapevolezza del proprio corpo; esistono tecniche come la meditazione o gli esercizi di respirazione che aiutano a essere consapevoli dei movimenti involontari, come il toccarsi gli occhi. Inoltre, aiutano a identificare situazioni o attività specifiche in cui si tende a toccarsi gli occhi, come leggere, usare il computer o guardare la Tv. L'uso di lacrime artificiali può aiutare a mantenere gli occhi idratati e a evitare la necessità di strofinarli in caso di prurito o secchezza.

3. Evitare il contatto con persone infette
Durante la gravidanza è particolarmente importante evitare il contatto con persone affette da congiuntivite, poiché il sistema immunitario può essere più vulnerabile all'infezione. La congiuntivite virale è la più comune ed è solitamente causata da adenovirus. I sintomi includono arrossamento, lacrimazione e secrezione acquosa. Questo tipo di congiuntivite è altamente contagioso e si diffonde facilmente attraverso il contatto diretto con le secrezioni oculari di una persona infetta o toccando oggetti contaminati come asciugamani, cuscini, usando trucchi o lenti a contatto. Evitare il contatto ravvicinato con chi presenta segni visibili di congiuntivite è fondamentale per evitare di essere contagiati e, se si vive con una persona infetta, è necessario pulire e disinfettare regolarmente le superfici toccate di frequente, come porte, interruttori o tastiere.

4. Proteggersi da agenti irritanti e allergeni
È importante proteggere gli occhi da sostanze irritanti e allergeni durante la gravidanza per evitare la congiuntivite. Da un lato, si può soffrire di congiuntivite allergica, causata da allergeni come pollini, polvere o peli di animali domestici. Dall'altro lato, può presentarsi anche una congiuntivite irritante, causata dall'esposizione a sostanze irritanti come il fumo, le sostanze chimiche e il cloro delle piscine. Entrambe non sono contagiose e i loro sintomi sono solitamente prurito intenso, arrossamento e secrezione, e di solito scompaiono quando l'allergene o l'irritante che le provoca viene eliminato. In entrambi i casi, è consigliabile identificarla ed evitare i fattori scatenanti l’allergia, cercando poi di adottare alcune misure per ridurne il più possibile l'effetto. Tra queste, l'uso di occhiali da sole per proteggere gli occhi da polvere, polline e vento, l'uso di occhiali protettivi in caso di esposizione a sostanze chimiche irritanti e l'uso di depuratori d'aria in ambienti chiusi.

5. Pulire correttamente le lenti a contatto
Una corretta pulizia delle lenti a contatto è fondamentale per evitare la congiuntivite batterica, che provoca sintomi quali arrossamento, gonfiore, dolore e una densa secrezione gialla o verde. Può richiedere un trattamento con antibiotici, quindi è preferibile prestare maggiore attenzione durante la gravidanza. L'uso prolungato o improprio delle lenti a contatto, soprattutto in assenza di un'igiene adeguata, può aumentare il rischio di congiuntivite, quindi è consigliabile seguire le istruzioni del produttore e dell'oculista per la loro pulizia e conservazione e sostituirle quando è opportuno.

6. Evitare l'uso eccessivo del trucco 
L'uso eccessivo di trucco, soprattutto nella zona degli occhi, può aumentare il rischio di congiuntivite, poiché può ostruire i dotti lacrimali, causare irritazioni o ospitare batteri che causano infezioni. Gli esperti di Clinica Baviera consigliano di:
- Ridurre la quantità di trucco applicato sulle palpebre e sulle ciglia. 
- Scegliere prodotti ipoallergenici e senza profumo. 
- Evitare di condividere i trucchi, per non rischiare di trasferire batteri o altri agenti patogeni.
- Rinnovare regolarmente i trucchi e applicarli con mani e accessori sempre puliti.
- Evitare prodotti con particelle lucide che potrebbero staccarsi e penetrare nell'occhio.
- Rimuovere bene il trucco prima di andare a letto per evitare l'accumulo di residui e il rischio di irritazioni e congiuntiviti.

7. Mantenere un ambiente sano in casa
Mantenere un ambiente sano aiuta a prevenire la congiuntivite. L'apertura delle finestre o l'uso di ventilatori può contribuire a ridurre la concentrazione di particelle infettive nell'aria. Se l'ambiente è molto secco, l'uso di umidificatori aiuta ad avere un'adeguata umidità nell'aria in modo che gli occhi non si secchino. 

8. Una dieta sana
Una buona alimentazione può svolgere un ruolo importante anche nella prevenzione della congiuntivite, soprattutto nelle donne in gravidanza. Alcuni nutrienti sono particolarmente benefici per la salute degli occhi e possono contribuire a ridurre la suscettibilità alle infezioni oculari come la congiuntivite. Una dieta ricca di frutta, verdura, proteine magre e alimenti contenenti vitamine A, C, E, zinco, omega-3, luteina, zeaxantina e selenio può contribuire in modo significativo alla buona salute degli occhi. Questi nutrienti rafforzano il sistema immunitario, proteggono dalle infezioni e mantengono gli occhi idratati e sani. Inoltre, bisogna limitare il consumo di zuccheri e di cibi ultra-processati e mantenere una buona idratazione.

9. Riposare bene
Riposare adeguatamente è essenziale per mantenere una buona salute degli occhi e prevenire condizioni come la congiuntivite. La mancanza di sonno può indebolire il sistema immunitario, aumentare l'affaticamento degli occhi e la secchezza oculare. Durante il sonno, il corpo produce e rilascia proteine chiamate citochine, alcune delle quali aiutano a combattere le infezioni e le infiammazioni. La mancanza di sonno può ridurre la produzione di queste citochine e rendere l'organismo più vulnerabile alle infezioni, compresa la congiuntivite. Inoltre, quando le palpebre sono chiuse, gli occhi si idratano e vengono proteggono dagli agenti inquinanti esterni; un riposo inadeguato può portare a una mancanza di lubrificazione oculare, rendendo gli occhi secchi e irritabili. È importante dormire tra le 7 e le 9 ore a notte, cercando di addormentarsi sempre alla stessa ora ogni sera, per regolare l'orologio biologico del corpo. Inoltre, la camera da letto deve essere fresca, buia e silenziosa. È anche fondamentale limitare l'uso di dispositivi elettronici almeno un'ora prima di andare a letto, poiché la luce blu degli schermi può interferire con la produzione di melatonina, l'ormone che regola il sonno.

10. Rivolgersi a uno specialista
Durante la gravidanza è importante sottoporsi a controlli regolari e riferire al medico qualsiasi sintomo o cambiamento agli occhi che si nota, come arrossamento, prurito, dolore o secrezione oculare. Non bisogna utilizzare colliri o farmaci senza aver prima consultato il medico, poiché alcuni potrebbero non essere sicuri per una donna incinta.

Il Dott. Sergio Ares, Medico Chirurgo Oculista e Country Manager di Clinica Baviera Italia, spiega: “La congiuntivite è un'infezione comune nelle donne in gravidanza, i cambiamenti del sistema immunitario, gli ormoni e la secchezza oculare aumentano la probabilità di soffrirne. Per questo motivo, noi di Clinica Baviera, abbiamo voluto dare qualche consiglio per cercare di avere gli occhi in buona salute durante questi mesi speciali per una donna e spiegare nel dettaglio quali sono le misure da adottare per cercare di evitare di soffrirne”.

Abbiamo a disposizione diverse foto a illustrazione di questa notizia. Se ne avete bisogno, sono disponibili fino al 1 OTTOBRE questo indirizzo: https://we.tl/t-dWUCsDhTxj o questo https://www.transferxl.com/download/08jZP3P2D6K0ck o potete chiederle direttamente a: esancho@opennewsturismo.com.

Su Clinica Baviera:
Con un'esperienza di oltre 25 anni, Clinica Baviera è un centro medico all’avanguardia nel campo dell’oftalmologia che offre un servizio completo per la cura dei problemi e delle malattie dell'occhio basato su criteri di qualità e sull'uso delle più recenti tecniche di microchirurgia. Ha una rete di cliniche con più di 85 centri in quattro paesi europei (Spagna, Germania, Italia e Austria) e uno staff di oltre 1.000 professionisti, di cui più di 200 oculisti.

Terra Madre Salone del Gusto 2024: dietro le quindi con volontari, studenti, aziende e istituzioni

Una superficie complessiva di 80 mila mq, di cui 35 mila allestiti; più di 900 appuntamenti tra conferenze, approfondimenti, laboratori esperienziali – dalla smielatura con gli apicoltori alle tecniche d’innesto dei castagni – degustazioni di vini, birre, formaggi, mieli e caffè, ma anche piante spontanee e ricette tradizionali dai cinque continenti; 3000 delegati da 120 Paesi, 400 buyer accreditati a ora e 350 mila visitatori registrati nell’edizione 2022. Sono i numeri da capogiro che fanno grande Terra Madre Salone del Gusto: per costruire e realizzare la manifestazione più importante dedicata alle politiche agricole e al cibo buono pulito e giusto sono tante le forze messe in campo, a cominciare dallo staff di Slow Food che per due anni studia i temi e progetta spazi e appuntamenti, insieme alle istituzioni, dalla Regione Piemonte alla Città di Torino, e ai main partner, i partner tecnici, i green partner e gli area partner della manifestazione che, in molti casi, oltre a sostenerla svolgono un ruolo attivo nell’organizzazione e fornitura di materiale specializzato.

 

Ma sono tante le squadre che lavorano dietro le quinte, svolgendo attività di cui i visitatori non hanno contezza, garantendo servizi essenziali sia nell’organizzazione dell’evento sia nell’assistenza a delegati, espositori e visitatori. 

 

3000 delegati alla mensa di Terra Madre

I delegati di Terra Madre sono circa tremila: contadini, artigiani, pescatori, indigeni e cuochi, provenienti da 120 paesi, che si danno appuntamento a Torino per raccontare le loro storie, confrontarsi con esperti e colleghi sulle difficoltà ed eventuali opportunità, conoscere e imparare. Spesso hanno affrontato più di 24 ore di viaggio per arrivare a Torino: nei giorni dell’evento, l’organizzazione garantisce loro un servizio di ristorazione interno a Parco Dora. Circa 12 mila pasti in tutto, realizzati a partire dai prodotti offerti da Coop, che da diversi anni sostiene la mensa, con il coinvolgimento di uno staff trasversale, dalla scelta dei prodotti alle spedizioni. Alla mensa di Terra Madre collaborano anche CAAT e APGO, con i prodotti ortofrutticoli.

 

Quando sono gli studenti a fare grande un evento

Circa 30 studentesse e studenti dell’Istituto Tecnico Agraria ed Agroindustria delle Scuole Salesiane Lombriasco (Torino) sono impegnati nell’Orto Slow Food, rispondendo alle domande del pubblico su piante e arbusti presenti nei cassoni,  come le antiche varietà di mele e pere piemontesi, e sulle corrette pratiche agroecologiche da attuare o soddisfacendo le curiosità dei visitatori sulla corretta gestione del compost domestico. 

 

Altri 65 studenti del Liceo Linguistico e Classico Gioberti di Torino - prima comunità Slow Food nata all’interno di una scuola, che dal 2017 organizza un ciclo di appuntamenti sui temi di Slow Food e di Terra Madre - da diversi anni assistono i delegati, sia nell’accompagnamento tra gli spazi della manifestazione, sia supportandoli con traduzioni e interpretariato. Inoltre, si occupano di condurre attività sensoriali di scoperta dell’orto.  Tra le curiosità: a organizzare gli studenti del Gioberti nelle giornate di Terra Madre c’è una ex studentessa, ormai all’università, che continua nella sua attività di volontariato al servizio del liceo e della manifestazione. 

 

Le ragazze e i ragazzi degli Istituti Alberghieri Colombatto e Beccari di Torino collaborano a Terra Madre nell’ambito dei progetti di alternanza scuola lavoro. A Terra Madre, oltre 150 studentesse e studenti che seguono i corsi di accoglienza turistica, sala e bar, cucina e pasticceria danno il loro contributo nelle varie aree della manifestazione: Slow Farms, Enoteca, Laboratori del Gusto e Cucina dell’Alleanza, Buyers’ Lounge e spazio Masaf/Ismea. 

 

Welcome Tour 

Le guide del circuito di Turismo Torino e Provincia accompagnano i visitatori italiani e stranieri all’interno della manifestazione: una vera e propria visita guidata all’interno di Terra Madre tra profumi e sapori, dall’Orto Slow Food all’Enoteca dove si trovano più di 500 etichette, fino all’area dedicata alla Slow Food Coffee Coalition. Proseguendo, si arriva alle Terre Alte e allo spazio Noi custodiamo Natura, incontrando la filiera del castagno e la magia di boschi, prati e pascoli, le preziose api e le innovative Slow Farms. I tour sono organizzati grazie al contributo della Camera di commercio di Torino e in collaborazione con le associazioni Federagit e G.I.A. Torino.

 

I forestali e gli alberi della Regione Piemonte

Nello spazio Noi custodiamo Natura viene riprodotto un ecosistema di montagna con diverse siepi che ripropongono le diverse tipologie di bosco: conifere, sempreverdi e castagneti forniti dal vivaio regionale di Chiusa Pesio. A guidare la visita e raccontare caratteristiche e funzioni dei vari alberi sono i forestali della Regione Piemonte: sapete qual è la differenza tra un abete rosso e uno bianco? E non è così scontato come sembra…

 

Un team di aziende e persone per l’ambiente

Un evento complesso come Terra Madre richiede un vero e proprio piano d’azione per la gestione dei rifiuti. Dal 2005 Slow Food sperimenta e mette in pratica azioni per rendere i propri eventi culturali a ridotto impatto ambientale e ad alto impatto sociale. Tra le iniziative, le cosiddette Sentinelle del rifiuto: personale formato per assistere il pubblico nel corretto smaltimento dei propri rifiuti nelle 35 isole di raccolta disposte in tutto l’evento. A coordinare le sentinelle che presidiano le isole è l’associazione torinese Eco dalle Città che coinvolge richiedenti asilo e rifugiati. Insieme a loro anche gli studenti degli istituti Bodoni-Ravaia e Guarini impegnati nell’alternanza scuola-lavoro. 

 

Terra Madre Salone del Gusto dà i numeri

 

80 mila mq l’area complessivamente interessata dall’evento

 

Mercato

700 espositori

180 Presìdi Slow Food di cui 28 al debutto dall'Italia e dall'estero

tutte le regioni rappresentate

 

Enoteca

Più di 500 etichette italiane (selezionate dalla guida Slow Wine) e internazionali proposte in degustazione

 

Partecipano all’evento

3000 delegati della rete di Terra Madre provenienti da 120 paesi

300 studenti partecipano alle attività di educazione di Slow Food

400 buyer professionisti e operatori del settore che partecipano grazie al supporto di Invitalia e Ice; partner tecnico BolognaFiere e Gruppo Food.

450 volontari dell’evento e oltre 300 soci Slow Food che vengono dalle Condotte in giro per l’Italia ad animare gli stand regionali

 

Cibi di strada e birrifici

17 Food truck

17 Cucine di strada

25 Birrifici artigianali

 

Programma

Oltre 1000 eventi in programma tra cui

250 conferenze

68 Laboratori del Gusto

13 Appuntamenti a Tavola e cene 

Più di 400 appuntamenti in programma negli spazi dei Partner, delle Regioni e delle altre istituzioni presenti all’evento

Circa 50 incontri organizzati dall’Università di Scienze Gastronomiche

Oltre 50 cuochi presenti negli Appuntamenti a Tavola, nella Cucina dell’Alleanza e nei laboratori degli stand regionali e dei Partner, dall’Italia e dall’estero

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lunedì 23 settembre 2024

A BARI IL “FALASTIN FESTIVAL” - AL VIA LA MOSTRA “GUARDARE LONTANO, ALLA PROPRIA TERRA” / ATTESA L’AMBASCIATRICE PALESTINESE ABEER ODEH / IL 26 SETTEMBRE IL CONCERTO DI AMAL MURKUS AL PICCINNI

Apre a Bari il Falastin Festival, dedicato alla cultura palestinese e patrocinato dal Comune di Bari, che si inserisce nel più ampio programma della rassegna che ha toccato e toccherà diverse città italiane (Roma 19-22 settembre; Palermo 23-24 settembre; Napoli 27- 28 settembre).

La manifestazione, voluta dalla Comunità Palestinese d’Italia con la collaborazione di diverse associazioni solidali con la Palestina, intende far conoscere la ricchezza e la vivacità della cultura palestinese in tutte le sue declinazioni, culturali e artistiche, nonché affrontare la questione palestinese a partire dalle radici storiche per arrivare ai giorni nostri.

Questa mattina, nella sala ex Tesoreria di Palazzo di Città, alla presenza dell’assessora alle Culture Paola Romano, è stata inaugurata la mostra fotografica “Guardare lontano, alla propria terra”, promossa in collaborazione con il Comune di Mola di Bari e l’associazione “Alma Terra”. Il reportage documenta il lavoro degli operatori di Beit_Atfal-Assomud, la principale organizzazione palestinese che opera nei campi profughi del Libano utilizzando la musicoterapia, l’assistenza scolastica e l’esperienza ludica nel tentativo di rendere più leggero il presente dei giovani abitanti dei campi.

Le foto, a firma di Gianluca Sciannameo, sono state realizzate nei campi di Beirut, Tripoli e Saida in Libano, nell’ambito del progetto di cooperazione internazionale “Musicoterapia in Libano”, promosso dal Comune di Mola e cofinanziato dalla Regione Puglia attraverso la legge sulla cooperazione internazionale.

“Il dna della città di Bari racconta che il nostro è da sempre territorio di pace - ha dichiarato Paola Romano -. Per questo, ospitando il festival della cultura palestinese, intendiamo ribadire, ancora una volta, la necessità del ‘cessate il fuoco’ nelle terre palestinesi. Allo stesso tempo, vogliamo rilanciare l’unica soluzione possibile che possa portare alla pace e alla civile convivenza tra i due popoli, e cioè l’istituzione di due Stati.

In questo momento, più che mai, è quindi importante accogliere e incontrare l’ambasciatrice di Palestina: sebbene non abbiamo la forza per cambiare le sorti del conflitto in corso, siamo però convinti che ciascuno Stato o ente locale che sia possa offrire, per la propria piccola parte, un contributo utile affinché possa essere interrotta questa tragica spirale di violenza”.

 

Mercoledì 25 settembre l’ambasciatrice palestinese Abeer Odeh sarà in visita nella città di Bari, dove nel primo pomeriggio incontrerà il vescovo dell’Arcidiocesi Bari-Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano. Alle ore 18, presso la casa dei missionari comboniani, l’ambasciatrice terrà un incontro aperto con i cittadini e le associazioni solidali con il popolo palestinese.

Nella mattinata del 26 settembre Abeer Odeh incontrerà il sindaco di Bari Vito Leccese e il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano.

In serata, alle ore 21, sul palcoscenico del Teatro comunale “Niccolò Piccinni”, si terrà il concerto di Amal Murkus, cantante palestinese il cui stile musicale postmoderno vanta una varietà di influenze mediterranee. Il suo primo album, Amal, è stato pubblicato nel 1998; il secondo, Shauq, nel 2004. Le sue canzoni traggono ispirazione dal folklore palestinese, dall’eredità tradizionale araba e da elementi della musica pop, ed esprimono la lotta contro l’emarginazione e l’esclusione della cultura arabo-palestinese.

Il concerto di Amal Murkus sarà aperto dall’esibizione del gruppo musicale CCM (Cantiere Comune Mediterraneo), un collettivo che ricerca il valore delle diversità disseminate nel nostro mare, quelle che ci uniscono oltre i confini.

I biglietti di ingresso hanno un costo di 10 euro; il ricavato dell’evento sarà utilizzato per l’acquisto di un’ambulanza da inviare a Gaza.

I biglietti sono disponibili online: 

https://www.ciaotickets.com/it/biglietti/amal-murkus

Per eventuali donazioni: IBAN IT78T0306909606100000198088 - causale “per Gaza”



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Puglia