Dopo una battaglia
durata tre anni, il progetto dell’ovovia di Trieste esce dalla lista dei
progetti finanziabili dal PNRR.
“Come abbiamo più
volte detto in tutte le sedi possibili al fianco di comitati e associazioni,
l’ovovia di Trieste è un’opera costosissima, insensata, di fatto priva delle
surreali ma tanto decantate capacità di contribuire positivamente al
decongestionamento del traffico cittadino”, dichiara Annalisa Corrado,
Responsabile Conversione Ecologica del PD.
L’opera, fortemente voluta dall’amministrazione cittadina, è stata lungamente osteggiata da associazioni e comitati ambientalisti del territorio, sostenuti dal PD, che sin dal principio ne hanno denunciato gli alti costi, economici e ambientali, per le tasche e la salute dei cittadini e della città di Trieste.
Il Comune, che ha già speso due milioni di euro per avviare i lavori dell’opera, ha così perso 46 milioni di fondi del PNRR destinati al trasporto rapido di massa, che potevano e dovevano essere destinati a soluzioni alternative, proposte in primo luogo dai comitati cittadini e da Legambiente, i cui ripetuti appelli sono stati costantemente ignorati.
“La perdita dei fondi del PNRR priva la città di altre importantissime opportunità. Oltre al danno, adesso anche la beffa di voler trovare altri fondi per non voler ammettere l’enorme cantonata presa, che si è rivelata un vero salasso per i fondi pubblici”, dichiara Corrado.
“Ci uniamo, ancora
una volta, alle associazioni che il 25 ottobre scenderanno in piazza per
chiedere che il progetto venga definitivamente archiviato, e che vengano
finalmente presi in considerazione i progetti alternativi per una mobilità
sostenibile e accessibile – progetti molto più sensati di quello dell’ovovia”
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