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Fonti: ANSA, BBC World

lunedì 14 luglio 2025

Vinta a Canegrate (Mi) l'unica Fiat 500e in palio nel concorso nazionale Premiati Revolution

Su migliaia di partecipanti da tutta Italia, è il territorio dell’Altomilanese ad aggiudicarsi il primo premio a estrazione finale del concorso “Premiati Revolution Instant Win Natale 2024”: una nuova Fiat 500e BEV Onyx Black, completamente elettrica.

La vincitrice si chiama Laura Partegiani, vive a Canegrate, è impiegata, sposata con Davide, operaio, e madre di Martina e Giulia, 17 e 14 anni. Cliente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate fin da quando aveva 18 anni -«praticamente da sempre», dice sorridendo-, Laura ha partecipato al concorso quasi per gioco, cliccando sul sito dedicato a fine dicembre. «Mai avrei sognato di essere sorteggiata tra tutti gli iscritti a livello nazionale -aggiunge-: sono contentissima, non me lo aspettavo proprio. Ho partecipato a fine dicembre, più per curiosità che per altro. Mai avrei immaginato che potesse succedere a me».

E invece sì. È successo davvero. Una vincitrice «vera», come ha detto lei stessa, «perché hai sempre il dubbio che nei concorsi e nelle lotterie i vincitori non siano persone reali». Dubbio fugato, ora che Laura ha potuto toccare con mano un premio importante e soprattutto reale: un’auto elettrica nuova fiammante. «Ringrazio lo sponsor e la mia Bcc -ha aggiunto- perché è bello sapere che ogni tanto i concorsi si concludono con un vincitore vero. E se poi il vincitore sei proprio tu… beh, è decisamente meglio!», ha aggiunto.

La consegna dell’auto si è trasformata in una vera e propria festa. Venerdì 11 luglio, sotto il sole di una mattinata estiva, la 500e nera fiammante, infiocchettata di rosso, faceva bella mostra di sé nel piazzale della sede centrale della Bcc di Busto Garolfo. Sembrava uscita da una pubblicità: lucida, scintillante, pronta per essere fotografata e soprattutto guidata.

Quando Laura, Davide, Martina e Giulia sono arrivati, sono stati accolti da applausi spontanei, grandi sorrisi e dagli sguardi incuriositi dei tanti clienti di passaggio. Alcuni si sono fermati ad assistere, altri si sono complimentati, chiedendo dettagli sul concorso. Intorno, i dipendenti della banca scattavano foto, stringevano mani, condividevano la gioia come se fosse un po’ anche la loro.

«Fra sei mesi Martina prenderà la patente -racconta con un sorriso Laura- quindi arriverà anche per lei il momento di mettersi al volante. Intanto io mi godo questa meraviglia».

Ad accogliere i vincitori c’erano il presidente Roberto Scazzosi, il direttore generale Roberto Solbiati, il vice direttore generale Annibale Bernasconi, il preposto della filiale di San Giorgio su Legnano, Massimo Mustoni -filiale di riferimento della vincitrice- e, per la capogruppo Iccrea, il referente retail di area Fabio Meda.

«Questa è una bella storia da raccontare. Una cliente storica, legata alla nostra banca fin da giovanissima, premiata in un concorso nazionale. È la conferma che anche nel mondo digitale la nostra Bcc sa essere vicina, concreta e capace di dare valore a ogni relazione», ha detto Scazzosi, a cui è spettato l’onore di consegnare le chiavi della nuova vettura alla famiglia di Laura Partegiani.

«Il concorso era aperto a tutti i titolari di carta di credito personale del circuito Bcc e ICCREA: poter dire che il premio è rimasto sul nostro territorio è per noi motivo di grande orgoglio -ha aggiunto il direttore generale Roberto Solbiati-. Vedere una famiglia felice è il miglior riscontro possibile del lavoro che ogni giorno portiamo avanti come banca di comunità».

Dopo le foto di rito, qualche giro di prova nel piazzale per prendere confidenza con la guida automatica ed elettrica, lo scambio di consigli da parte dei dipendenti e dello stesso direttore generale sui trucchi per guidarla e su come procedere nelle operazioni di ricarica, il padre e la figlia maggiore sono saliti a bordo e via, verso casa, a Canegrate, con un pieno di entusiasmo e un’auto tutta nuova. «Ero emozionatissima -ha spiegato la vincitrice- e così alla fine, quando è arrivato il momento di portare a casa l’auto, ho preferito lasciare la prima guida a mio marito. Io ero troppo su di giri per guidare»

Il concorso vinto da Laura Partegiani era riservato ai clienti intestatari di una CartaBCC o Ventis Card personale che si erano iscritti on line iscritti al programma PremiaTi Revolution. A quel punto bastava effettuare acquisti con la carta di credito nel periodo tra il 3 dicembre 2024 e il 9 gennaio 2025, con una spesa totale, anche cumulativa, di 800 euro, per essere ammessi in automatico all’estrazione finale, che metteva in palio una sola Fiat 500e in tutta Italia. Quella che la dea bendata ha portato nell’Altomilanese.

Nel frattempo è già partito il nuovo concorso “PremiaTi Revolution 2025”, che resterà attivo fino al 28 maggio 2026, con premi giornalieri e un’estrazione finale. Anche stavolta, a premiare saranno le carte di credito personali emesse dalle Bcc.

A Canegrate, intanto, una 500e nuova di zecca gira già silenziosa tra le vie del paese. È nera, elettrica e piena di fortuna

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Arte, Arriva il galateo dei musei, 11 regole per un perfetto bon ton da parte di turisti e visitatori

Con l’inizio dell’estate, in molti sceglieranno in vacanza di visitare musei e luoghi di cultura. Occhio, però, a non confondere i musei per centri commerciali o sale divertimento: come dimostrano gli ultimi fatti di cronaca, è sempre forte il rischio di danni a quadri e sculture se non ci si comporta adeguatamente. Per questo Libreriamo ha raccolto le opinioni di alcuni tra i principali direttori museali italiani per stilare il “Galateo dei musei”, regole semplici ma rigorose per non trasformare la visita ai luoghi di cultura in un’esperienza fantozziana
 
Quadri danneggiati mentre si era intenti a scattare un selfie, sedie artistiche scambiate per zone relax, turisti che parlano ad alta voce e consumano cibo tra una sala e l’altra: è allarme bon-ton nei musei italiani e non solo.
Sebbene le statistiche sugli incidenti nei musei in Italia sono generalmente focalizzate su furti d'arte e, in misura minore, su incidenti che coinvolgono i visitatori, gli ultimi fatti di cronaca ci dicono che sono in netto aumento gli episodi di danni alle opere dovute all’incuria dei visitatori: nel giro di pochi giorni abbiamo assistito prima foto fatta in maniera maldestra da due turisti che ha portato al danneggiamento della sedia Van Gogh realizzata dall'artista Nicola Bolla ed esposta a Palazzo Maffei a Verona, quindi a distanza di pochi giorni è stata la volta degli Uffizi dove un turista intento a farsi un selfie è inciampato ed è caduto su un dipinto di fine Settecento di Anton Domenico Gabbiani.
Quello dei “maleducati dell’arte” è un trend non solo italiano: negli ultimi anni diversi musei internazionali hanno subito incidenti che hanno causato danni ad opere d'arte o problemi strutturali: dal Museo Boijmans Van Beuningen a Rotterdam alla National Gallery of Ireland, l’incuria dei visitatori ha spesso causato danni gravi al patrimonio artistico mondiale.
Per questo Libreriamo, il media digitale dedicato ai consumatori di cultura, ha voluto raccogliere le opinioni e il contributo dei principali direttori dei musei italiani per chiedere loro cosa bisogna fare per prevenire che tali episodi si ripetano, soprattutto in vista dell’estate in cui si prevede un maggior accesso di turisti presso i luoghi di cultura. I musei italiani, infatti, hanno già registrato numeri record nell’estate 2024, con oltre 60 milioni di visitatori secondo il Ministero della Cultura e un aumento degli incassi significativo, e le previsioni indicano per l’estate 2025 un’ulteriore forte affluenza, con un trend in crescita rispetto agli anni precedenti.
“I musei dedicano da sempre tempo e minuzia alla conservazione di reperti storici messi a disposizione del pubblico attraverso le mostre, anche grazie al costante lavoro di curatori, educatori del museo e volontari che si adoperano per rendere al meglio la visita degli spettatori – ha affermato Saro Trovato, sociologo e fondatore di Libreriamo – I musei sono posti pubblici che devono ospitare più persone possibili, proprio come avviene nei centri commerciali. Ma occorre, come avviene in tutti i luoghi aperti al pubblico, avere rispetto per l’ambiente che li sta ospitando e per le altre persone che stanno visitando una mostra o un museo e vogliono vivere un’esperienza unica. Per rendere fruibili nel miglior modo possibile i percorsi museali e perseverare le opere per le generazioni future, abbiamo ritenuto opportuno raccogliere le esperienze di alcuni tra i principali direttori dei musei italiani per stilare una lista di regole da seguire durante una visita d’arte, un vademecum per non recare ulteriori danni all’immenso patrimonio artistico che i nostri musei hanno il privilegio di ospitare”.
 
“Un turista volendo fare un meme davanti a un dipinto, indietreggiando in posa come il principe dei Medici ritratto ha urtato la superficie dell’opera – ha affermato il direttore degli Uffizi Simone Verde - Il problema di visitatori che vengono nei musei per fare meme o scattare selfie per i social è un dilagante: porremo dei limiti molto precisi, impedendo i comportamenti non compatibili con il senso delle nostre istituzioni e del rispetto del patrimonio culturale”.

Questi episodi sono solo coincidenze o esiste un problema reale? “Credo che i fattori siano multipli. Esiste, ma solo per alcuni musei, una sorta di overtourism, ovvero una concentrazione eccessiva di visitatori rispetto ad una sensata gestione degli spazi in sicurezza. Questo, unitamente all’uso pervasivo dei social media e di dispositivi digitali di varia natura, rende la combinazione esplosiva – spiega Marina Pugliese, Direttrice del MUDEC di Milano - Il rispetto è dovuto ovunque e ribadisco, il problema credo si ponga soprattutto per certi tipi di istituzioni che fanno milioni di visitatori l’anno. Interessante è ragionare sul fatto che i musei hanno lavorato negli ultimi trent’anni sul cercare di diventare luoghi accoglienti e inclusivi e adesso si trovano ad affrontare conseguenze imprevedibili, legate anche al deficit di attenzione imposto dai media.”
 
Da questi e altri contributi arrivati dai direttori dei musei italiani è nato il “Galateo dei musei”, 11 semplici regole da seguire per evitare che una visita museale si trasformi in una tragicomica esperienza fantozziana. Scopriamolo di seguito:
Non portare borse troppo piene
Molte volte le opere esposte si trovano collocate in luoghi piccoli e che non permettono grande libertà di movimento. Prima di entrare nel museo è opportuno controllare le proprie borse e svuotarle del superfluo per evitare che le eccessive dimensioni possano urtare un prezioso artefatto o una scultura.
Evitare di parlare ad alta voce
Il chiacchiericcio anche se a bassa voce rovina il giro della visita alle persone che ci stanno intorno. Si finisce per trovare le sale dei musei vuote pur di non sentire le voci assordanti dei bambini o le chiacchiere degli adulti che intrattengono conversazioni personali. Le gallerie dei musei non sono lo spazio ideale per dialogare, quindi, sarebbe opportuno scegliere altre location per questo.
Non consumare cibo e bevande e non fumare
Se si è colpiti da improvvisi attacchi di fame ci si può recare negli appositi bar messi a servizio nei musei. Il divieto di consumare bevande o cibo durante la mostra è già in vigore da anni per cercare di mantenere la pulizia e il decoro nell’ambiente. Stessa cosa vale per le sigarette, anche quelle elettroniche, che a causa del vapore possono danneggiare le pitture, i materiali e gli artefatti lungo le pareti.
Evitare di rispondere al telefono
Capita di ricevere delle telefonate mentre siamo intenti a guardare la mostra. Rispondere al cellulare non solo disturba la concentrazione delle persone a noi attorno, ma rovina anche la nostra esperienza. Il modo migliore per comunicare con l’esterno è rispondere per messaggi. Basti pensare alle regole in vigore al Metropolitan Museum di New York city che non permette al pubblico di rispondere alle telefonate nemmeno nei corridoi.
Non sostare troppo tempo davanti un’opera d’arte
È normale ripercorrere più volte lo stesso percorso durante la visita ma bisognerebbe avere l’accortezza e l’educazione di non sostare per troppo tempo davanti all’opera: le persone che attendono in coda dietro di te aspettano il loro turno! Così come bisognerebbe evitare di camminare davanti ad altre persone mentre queste stanno osservando.
Non fotografare tutto
Anche se ci siamo recati alla mostra del nostro artista preferito, è consigliabile non fotografare tutto ciò che si presenta ai nostri occhi. Il consiglio è quello di non perdere del tempo con i filtri del tuo cellulare o a studiare quale inquadratura migliorerebbe la fotografia che vuoi fare, quando potresti semplicemente osservare l’opera fissando nella memoria l’istante della visita.
Una fotografia, per quanto ben fatta, è destinata a perdersi nell’archivio del “già visto” o del “già fatto”. È l’attimo, l’impressione, l’emozione che rimarrà sempre con te.
Non utilizzare il flash
Ove sia consentito scattare delle foto, assicuratevi che il flash sia spento prima di fare click sul tasto del telefono o della macchinetta fotografica. Questo perchè il flash, proprio come un fulmine, potrebbe distruggere il materiale di cui è composto l’artefatto. Prestare dunque attenzione ai cartelli di avviso.
Evitare i bastoni dei selfie
Le opere d’arte sono un buon modo per esprimere la propria creatività e per aggiornare i nostri blog o profili social. Attenzione però a scattare foto senza muoversi troppo. Per questo si evita l’utilizzo dei bastoni dei selfie che a causa di movimenti distratti potrebbero urtare gli artefatti.
Prestare attenzione a dove si cammina
Cosa essenziale a cui prestare attenzione mentre si cammina tra le opere sono le zone delimitate, cartelli di divieti o a quello che si potrebbe trovare per terra legato all’esposizione. L’ultima cosa che si vorrebbe creare è un effetto domino che termina con qualcosa di rotto.
Non avvicinarsi troppo e non toccare le opere esposte
Quante volte ci è venuta la tentazione di sfiorare con le dita una scultura di Bernini o del divino Michelangelo per coglierne, attraverso il tatto, la morbidezza dell’incarnato. Ma tra allarmi, transenne e (soprattutto) buon senso ciò potrebbe risultare assai difficile. Nel caso di un quadro però ci si può comunque immergere totalmente con lo sguardo al loro interno.
Il cartello “Vietato toccare” dovrebbe essere riproposto all’infinito. Questo perché sembra che in molti non facciano caso al monito o, forse, lo ignorino volutamente. Gli artefatti, essendo oggetti preziosi di un museo, non devono essere toccati o maneggiati, per garantirne la loro integrità.
Non appoggiarsi alle pareti
Le pareti servono per ospitare le opere esposte. Anche se dovessero esserci degli spazi vuoti, è buona regola non appoggiarsi con il proprio peso per evitare di urtare in qualche modo i quadri. Se la stanchezza incombe, è più opportuno prendersi qualche minuto di pausa sedendosi sulle apposite sedie.




Novità CODICE TONDELLI - Giulio Milani - Transeuropa In libreria dal 15 settembre

Questo libro è un contagio non è una biografia, non è un omaggio, non è un ricordo.

Questo libro è contagioso.

Dall'autore di Codice Canalini , acclamato dalla critica e diventato cult tra lettori e addetti ai lavori, arriva Codice Tondelli , nel giorno del settantesimo anniversario della nascita del Pier Vittorio Tondelli.

Un memoir letterario, una biografia corale, un'indagine sul segreto della «tanka tondelliana», un viaggio esplosivo e intimo nel cuore pulsante degli anni Ottanta in Italia.

Giulio Milani, allievo di Massimo Canalini e attuale direttore della storica casa editrice Transeuropa, compone un mosaico di voci, storie e testimonianze intorno alla figura di uno scrittore simbolo di un'epoca, mito generazionale, talento inquieto e vulnerabile, profeta di un'idea di letteratura che coincide con la vita stessa.

Non una commemorazione, ma un dispositivo narrativo dinamico, ironico, provocatorio e struggente: Codice Tondelli mette in scena il backstage umano e intellettuale di un'avventura culturale irripetibile.

I lettori vi troveranno lettere inedite , ritratti generazionali, backstage editoriali, codici di interpretazione critica e la mappa invisibile di una giovinezza collettiva fatta di lotte, amore, autodistruzione e rinascita.

Giulio Milani ha svolto il proprio apprendistato editoriale e letterario tra Pisa e Ancona, presso la casa editrice Transeuropa di Massimo Canalini. La sua formazione si inserisce al crocevia tra il magistero di Aldo Tagliaferri, Pier Vittorio Tondelli, e quello di Grazia Cherchi, Giulio Mozzi e Walter Siti. Ha scoperto e lanciato, tra gli altri, gli scrittori Fabio Genovesi, Giuseppe Catozzella, Andrea Tarabbia, Demetrio Paolin. È stato promotore e coordinatore della collana di coedizioni “Indies” di Feltrinelli e dello scaffale di tutela della bibliodiversità con LibrerieCoop. Per Laterza ha pubblicato il reportage narrativo La terra bianca. Marmo, chimica e altri disastri (2015) e il saggio I naufraghi del Don. Gli italiani sul fronte russo (2017). Tiene laboratori di scrittura narrativa.





Puglia: Domani a Polignano la prima presentazione del libro “La Coltivazione della Canapa in Italia” di Giuseppe L'Abbate

Puglia: Domani a Polignano la prima presentazione del libro “La Coltivazione della Canapa in Italia” di Giuseppe L'Abbate

Appuntamento alle 19:30, venerdì 11 luglio, in Piazza dell'Orologio nell'ambito del Festival “Il Libro Possibile”

Sarà presentato domani, venerdì 11 luglio alle ore 19:30, nella suggestiva cornice di Piazza dell'Orologio a Polignano a Mare (BA), il libro “ La coltivazione della canapa in Italia ” (People, 2025) scritto da Giuseppe L'Abbate, già deputato e Sottosegretario alle Politiche Agricole . L'evento si inserisce nel programma della XXIV edizione del Festival Il Libro Possibile e rappresenta la prima uscita pubblica ufficiale del volume , che sarà disponibile in tutte le librerie dal 18 luglio.

Durante l'incontro, l'autore dialogherà con il giornalista Michele De Feudis (La Gazzetta del Mezzogiorno) per affrontare temi oggi più che mai attuali: dalla normativa italiana ed europea sulla canapa industriale alle potenzialità della filiera agricola, dagli usi ambientali, alimentari e tessili della pianta fino alle recenti polemiche sul Decreto Sicurezza e il CBD.

"La canapa è una coltura strategica per l'Italia e per la Puglia - dichiara Giuseppe L'Abbate - ma è troppo spesso vittima di disinformazione e allarmismi. Con questo libro ho voluto ricostruire il percorso normativo e storico della canapa nel nostro Paese, fornendo strumenti utili a chi intende coltivarla o comprenderne davvero il potenziale. Serve fare chiarezza, ed è proprio questo l'obiettivo di questo lavoro".

Nel libro, che si presenta come una guida pratica e divulgativa, si ripercorrono le tappe legislative più significative, dalla Legge 242/2016 fino alle recenti proposte in Parlamento . Si parla anche di giovani agricoltori, economia circolare, sostenibilità e dei frequenti equivoci normativi che rischiano di bloccare lo sviluppo del settore.

Fino agli anni '40 del secolo scorso l'Italia era il secondo produttore al mondo di canapa , con oltre 100mila ettari coltivati e una resa annua che superava le 85mila tonnellate. Oggi la produzione nazionale annuale è stimata in poche migliaia di tonnellate : un dato che riflette le difficoltà normative e commerciali del comparto, aggravate da disinformazione e mancanza di certezze.

"La Puglia ha tutte le carte in regola per tornare protagonista - conclude L'Abbate -: clima favorevole, terreni vocati, competenze agronomiche e una nuova generazione pronta a investire. Ma senza una visione chiara e una cornice normativa certa, rischiamo di lasciare spazio solo alla confusione e agli interessi di parte".

Edito da People, casa editrice indipendente attenta alla divulgazione di contenuti politico-economici e ambientali, il volume sarà nelle librerie dal 18 luglio.

Per chi è in Puglia, l'appuntamento è domani a Polignano a Mare : un'occasione per approfondire, confrontarsi e conoscere da vicino un tema che riguarda da vicino l'agricoltura del futuro.

 



 

 

maria antonietta aiello guiderà unisalento. e' la prima rettrice in puglia

Puglia